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Selezione di cofani

La scelta del cofano funebre è un momento particolarmente delicato. Nelle esposizioni di tutti i nostri uffici troverete ambienti adeguati in cui il nostro personale potrà mostrarvi l’ampia selezione di essenze di legno e specificarne le caratteristiche.

Ci terremmo in particolar modo a far sì che la scelta che farete possa far coincidere le caratteristiche del legno con quelle della personalità e delle qualità del vostro congiunto che avete potuto apprezzare. Qui un breve elenco di essenze da noi proposte con le principali caratteristiche.

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Il legno bianco-giallo può anche assumere riflessi grigi o grigio-violetti e diviene più scuro alla luce del sole. Il legno di abete è leggero. Lo stesso vale per le caratteristiche di resistenza. Possiede una buona stabilità, si ritira mediamente e si spacca particolarmente bene. Si possono applicare bene tutti i processi di trattamento della superficie. L’abete si essicca bene. La tendenza a scheggiarsi può portare a problemi nella lavorazione di profili acuti. Per quanto riguarda la durabilità naturale questo legno rientra nella classe 4 (poco durevole), l’impregnabilità è media. Il legno di abete una notevole resistenza agli acidi e alle basi.

Il legno di pino ricco di resina è unto al tatto. Il disegno caratteristico, non ancora evidente allo stato fresco, appare con l’intenso scurirsi dell’alburno fino al color miele e del durame fino al rosso-bruno. Il legno del pino silvestre è mediamente pesante. Il legno di pino silvestre è da tenero a mediamente duro. Ha una elevata velocità di adattamento dell’umidità interna a quella dell’ambiente. Il legno privo di nodi presenta valori di resistenza molto alti. Tuttavia in realtà, a causa dell’andamento irregolare della fibratura e della forte presenza di nodi, queste proprietà non possono essere sfruttate appieno. Il legno dei pini è facilmente essiccabile e lavorabile, se si esclude l’appiccicarsi degli utensili nel caso di pezzi molto resinosi. Dopo la sgrassatura (asportazione della resina dalla superficie) si lucida e vernicia bene. Per quanto riguarda la durabilità, il durame rientra nelle classi 3 e 4 (da mediamente a poco durevole). L’alburno è particolarmente attaccabile dai funghi cromogeni, per cui è raccomandabile lavorare il legno appena dopo il taglio. L’alburno si impregna bene, il durame difficilmente.

Il legno dell’obeche presenta un ritiro ed una durezza basse, con poca resistenza a compressione e resistenza a flessione. Il legno affatto durabile, viene attaccato soprattutto da insetti del genere Lyctus. È iscritto nella lista dei legni duri tropicali. Nelle fasi di lavorazione risulta agevole la segagione e l’essiccazione, così come la sfogliatura. Sebbene l’unione con chiodi è facile da eseguire per la poca durezza, ne risulta di scarsa tenuta. Un problema della lavorazione è costituito dalle polveri. Il legno di obeche, per la sua resistenza al calore ed all’umidità, la sua leggerezza (paragonabile a quella della balsa) e l’assenza di nodi, è molto utilizzato in falegnameria, in particolare per la costruzione di mobili da cucina, cornici per quadri, saune, e nel bricolage. È impiegato anche in liuteria.

E’ della famiglia delle Leguminosae e proviene dall’Africa equatoriale, foreste circondanti il Golfo di Guinea, bacino del fiume Congo, Uganda occidentale. Il suo abitat ideale sono le foreste pluviali. Il legname è pregiato epiuttosto raro. L’alburno èbianco-giallastro di ca. 7-8 cm di spessore. Il durame è striato marrone/marrone scuro al centro del tronco, che si schiarisce avvicinandosi all’alburno. Grana dritta.
Legno molto denso, resistente alla flessione e alla compressione. Il legno duro è relativamente resistente agli attacchi di funghi e insetti. Stagiona facilmente.

Il frassino è da un lato un albero dei fondovalle e delle rive dei fiumi, dall’altro lo si rinviene in terreni umidi anche a quote più elevate fino a 1200 m. Il frassino è una specie legnosa a durame non differenziato o differenziato facoltativamente. I grossi vasi nel legno primaverile sono visibili ad occhio nudo. Insieme al colore chiaro essi ne facilitano il riconoscimento. Generalmente non c’è differenza di colore tra alburno e durame. Nei frassini americani esso è uniformemente grigiobruno fino a bruno e chiaramente scolorito, mentre nei frassini europei è da grigiobruno fino ad oliva e spesso increspato. Di rado si forma una distribuzione di colore anulare in sezione trasversale che porta a delle striature colorate radiali. Per la somiglianza all’olivo (Olea europaea), suo parente botanico, i tronchi con disegno particolare vengono detti di frassino olivato. Questi raggiungono buoni prezzi per la sfogliatura. Il frassino appartiene ai legni più pesanti e duri. È tenace ed elastico. La sua lavorazione richiede un medio dispendio energetico. L’essiccazione è veloce e non produce difetti, tuttavia nel caso di essiccazione artificiale, si può perdere la tonalità chiara a scapito di un colore grigio indesiderato. Alla luce il legno bianco del frassino ingiallisce. Il legno di frassino è attaccabile dai funghi (classe di durabilità 5) e da insetti dannosi; l’impregnabilità è media.

Tutte le querce sono tipicamente a porosità anulare con grandi raggi midollari caratteristici. L’originaria colorazione marrone chiaro del legno di quercia diviene con l’essiccazione non di rado più scura. Un legno uniformemente chiaro rappresenta l’obiettivo di ogni essiccatore specialista. Il legno di quercia è relativamente pesante. Particolari provenienze, come quella di Slavonia, sono associate a caratteristiche particolari. Il legno di quercia si sega, pialla, fora e fresa facilmente. È bene fare attenzione affinché vi sia una efficace aspirazione, poiché la polvere di questo legno provoca in alcune persone reazioni allergiche. L’essiccazione richiede molto tempo ed esperienza. Problemi ad essa legati sono il formarsi di crepe, di deformazioni fino al collasso cellulare e di colorazioni marrone scuro. A causa del contenuto di acidi tannici possono formarsi delle macchie da blu scuro a nere se il legno umido viene a contatto con i metalli. In relazione al contenuto di acidi tannici, gli abituali processi di trattamento delle superfici non presentano difficoltà; per la verniciatura devono essere impiegati prodotti per il riempimento dei pori. Il durame è durevole contro i funghi, tra gli organismi dannosi vi sono i coleotteri lictidi. Il trattamento con mezzi di protezione è difficile, L’impregnabilità è praticamente impossibile a causa dell’occlusione dei vasi causata dalle tille.

Il legno a durame non differenziato del tiglio ha colore chiaro e presenta di tanto in tanto zone verdognole. Ha una lieve lucentezza sericea, ma è poco decorativo e molto omogeneo. I piccoli e numerosi pori, diffusi uniformemente in tutto l’anello, sono irriconoscibili ad occhio nudo. Il tenero legno di tiglio, appartiene ai legni mediamente pesanti. A causa della struttura fine ed omogenea è ben lavorabile con tutti gli utensili. Si può verniciare e laccare bene, a contatto con metalli si può macchiare. L’essiccazione non presenta problemi. Il legno di tiglio è molto attaccabile da funghi ed insetti, l’impregnabilità è buona.

Il legno di noce viene definito a porosità semidiffusa. I pori sono disposti in modo diffuso nell’anello annuale, essi sono tuttavia così grossi (nel legno primaverile più grandi che in quello tardivo) da essere ben riconoscibili ad occhio nudo soprattutto nelle sezioni longitudinali. Le strisce colorate con tonalità di fondo bruna del durame sono diversamente marcate, spesso quasi nere. L’azione della luce intensa provoca però una rapida riduzione delle striature. Il legno di noce è considerato da mediamente pesante a pesante. Questo legno si essicca bene, anche se lentamente. Si lavora, vernicia e lucida molto bene. Nell’incollaggio possono formarsi a causa degli alcali contenuti nelle colle delle macchie di acido tannico. Il contatto con ferro provoca una colorazione blu-nera e un’evidente corrosione. Per quanto riguarda la durabilità naturale il noce si trova nel mezzo; la sua predisposizione ad essere attaccato dagli insetti dannosi è nota ai possessori di mobili in noce. Si impregna difficilmente.

L’alburno chiaro del larice è molto sottile, il colore del durame varia fortemente dal bruno chiaro (larice di prato) al rosso-bruno intenso. Esso scurisce molto. Il legno di larice possiede proprietà di resistenza molto buone, esse sono tuttavia dipendenti dalla località, molto variabili e con esse anche la densità. Il larice è mediamente duro ed ha una buona stabilità. Il legno di larice si essicca e si lavora bene. Per quanto riguarda il trattamento della superficie è consigliabile un pretrattamento con solventi per resina. A causa dei nodi molto duri e nel caso di fibratura irregolare esiste il rischio di fenditure. Poiché questo legno si spacca facilmente è consigliata la preforatura. Per quanto riguarda la durabilità ai funghi esso si trova nelle classi da mediamente a poco durevole e viene spesso sopravvalutato a causa della grande variabilità. L’impregnabilità del durame è molto difficile, quella dell’alburno media.

L’alburno è biancastro, differente dal durame di colore bruno rosato con venature più scure. L’alburno non è utilizzabile perché preda di insetti e funghi. Il durame è durevole. Ha tessitura grossolana con fibratura varia.Si usa in lavori vari di falegnameria, tranciato e rivestimenti decorativi. Proviene dall’Africa equatoriale occidentale ed un legno molto pesante. Ha un’essiccazione lenta ma senza difficoltà. Si lavora bene anche se gli utensili tendono ad impastarsi data la presenza di resine. Incollaggio, chiodi e viti tengono bene.

L’alburno, di colore bianco-giallognolo, è debolmente differenziato dal durame grigio-rosa o bruno-chiaro, uniforme ed opaco. Ha tessitura fine e compatta con fibra diritta. Non è particolarmente durevole, specialmente allo stato fresco e viene attaccato dal Lyctus. Viene utilizzato in falegnameria, per eseguire listoni da pavimenti, cornici, lavori torniti, modelli da fonderia e per la produzione di compensati. Proviene dall’Africa equatoriale occidentali e in genere dalle foreste pluviali. E’ piuttosto pesante. L’essiccazione va compiuta con qualche precauzione, per evitare rischi di fessurazioni. L’avura si lavora facilmente: giunzioni con colla, chiodi e viti tengono bene, si trancia e si sfoglia agevolmente.